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Cucina & Vini - Rivista n.138

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L’Italia dei bianchi importanti. È un tema che spesso torna sulle nostre pagine ma con tagli sempre diversi. Anni fa parlammo di bianchi riserva, vini fatti per durare nel tempo, prodotti che cozzano decisamente con la brutta abitudine tutta italiana di voler acquistare il vino dell’ultima vendemmia quando l’anno non è ancora finito! Spesso affrontiamo verticali di etichette prestigiose, ma in questo numero ci prendiamo un rischio maggiore, una denominazione di bianco raccontata in tante mini verticali per dimostrare che dove ci sono movimenti di qualità, tutti i vini sono in grado di durare qualche anno. Abbiamo voluto affrontare un vino e un territorio, il Sauvignon dell’Alto Adige che attraverso alti e bassi piace ed è di moda da almeno venti anni; oggi si manifesta in splendida forma, per una prestazione d’insieme veramente molto alta. I vini del passato estremamente intensi e varietali nelle note vegetali, seppur interessanti, erano troppo spesso molto leggeri in bocca, caratterizzati da un gradino gustativo per non avere una struttura adeguata al quadro acido. Anche nei vini delle linee base l’esuberanza aromatica è misurata a vantaggio di una tessitura più fitta. Sembra che noi italiani, mercato molto importante per il bianco altoatesino, stiamo maturando perché cerchiamo sempre meno il vino esuberante e smaccato al naso a vantaggio di una migliore piacevolezza di beva. Il Sauvignon altoatesino sta accompagnando e alimentando questa crescita.
Parliamo di gastronomia di alta qualità e andiamo nella zona di Napoli, culla di una cucina tradizionale che ha fatto il giro del mondo, che ospita oggi a Quarto, in zona Campi Flegrei, una giovane cuoca, Marianna Vitale, il cui destino probabilmente era segnato sin dalla sua nascita: amore, passione, cultura e curiosità per la gastronomia convivono in lei da sempre e il Sud Ristorante, pensato, progettato e gestito insieme al suo compagno Pino Esposito è lo specchio di questo talento cristallino. Restando nel cibo, il racconto passa per l’Alto Monferrato a Mombaruzzo dove fortunatamente non si è mai sopita la tradizione per un dolce, l’amaretto, assolutamente contemporaneo che piace e fa bene a tutti, dai giovani agli anziani passando per i celiaci. Non manca l’amata birra che attira sempre più pubblico e alimenta quella sana cultura per l’enogastornomia di qualità di cui è anch’essa protagonista: birra Pedavena, nel bellunese, una storia tutta italiana che resta in vita con tutta la sua eredità brassicola, sociale e culturale grazie alla nuova proprietà friulana, il Gruppo Birra Castello. Il periodo è propizio e continuiamo a darvi idee da matrimonio, ma valide anche per altri banchetti: la Casina Valadier a Roma in Villa Borghese, sopra piazza del Popolo, rappresenta uno scenario unico al mondo ma è anche dotata di un servizio impeccabile e di qualità per un evento veramente importante. Torniamo al vino per lanciare la stagione in rosa con l’anteprima del Bardolino Chiaretto, viatico per Bererosa 2014, manifestazione dedicata ai vini rosati che organizziamo a Roma il 24 giugno prossimo. Continuiamo il racconto del vino nelle Langhe, alla corte di una denominazione inimitabile: verticale del Barbaresco Gaiun delle Tenute Cisa Asinari Marchesi di Grésy, una storia interessante e golosa che disegna i profili di un territorio e di un vino unici, orgoglio del Paese intero. Chiudiamo parlando di esportazione del vino, argomento di grande attualità che Vinitaly International affronta in modo trasversale alla radice, andando per il mondo a spiegare il vino italiano.
Buona lettura e gli auguri di una Pasqua serena da tutta la redazione.

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