Cucina & Vini n° 199 – rivista digitale

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Tanto spazio al mondo delle bollicine con Sparkle 2026, ventiquattresima edizione della guida, rinnovata nella sua fruibilità, e l’evento di presentazione, SparkleDay, sempre sostenuto dall’entusiasmo che il mondo del vino spumante continua a vivere, grazie a una situazione decisamente meno critica che per i vini fermi. Parlando ora di gastronomia, vi raccontiamo di chef Christian Spalvieri e del ristorante San Baylon di Roma, a due passi da piazza del Popolo: siamo a Palazzo Ripetta, antica dimora, scrigno di arte e bellezza, dove il gusto è protagonista nel rispetto delle stagioni e delle tradizioni, ben condite dalla genialità. Una interessante notizia è al centro del nostro pezzo sul caglio vegetale: l’Università della Tuscia con il progetto Forvecardo ha codificato la produzione di un caglio vegetale che consente di dare riproducibilità, uniformità produttiva e maggiore identità ai formaggi della tradizione che si basano su questo particolare enzima: realizzato in modo scientifico e non artigianale consentirà anche produzioni vegetariane su scala maggiore di quella attuale, essenzialmente artigianale.

Torniamo al vino per raccontarvi del Buttafuoco Storico, un grande rosso oltrepadano, figlio di una storia di passioni, contrapposta alle mere ragioni di mercato, talmente carico di identità da non sfigurare con vini molto più blasonati, che proprio in questo ha peccato, suo malgrado, non riuscendo ancora ad affermarsi come merita. Andiamo all’estero per parlarvi di Alsazia e dei suoi vini, che ormai vivono una decisa tendenza alla riduzione dei residui zuccherini per ragioni climatiche e per tendenze di mercato. Torniamo in Italia per fermarci in Piemonte, nell’area del Roero, dove nasce Rotaria, un’associazione di produttori che vuole sottolineare la forte identità dei propri vini e il profondo collegamento con i diversi suoli, rendendo meglio fruibile per il pubblico un aspetto per troppo tempo appannaggio solo dei tecnici del vino. E poi in Veneto, nella Valpantena subito a nord est di Verona per scoprire i vini, l’Amarone su tutti, di Costa Arènte, uno dei fiori all’occhiello tra le aziende del gruppo Le Tenute del Leone Alato.

Buona lettura

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